Quando un cliente non paga una fattura, l’impresa si trova spesso davanti a una scelta: attendere ancora, inviare un sollecito o formalizzare la richiesta. Una diffida può essere uno strumento utile, ma va preparata considerando documenti, scadenze e ragioni dell’insoluto.
Che funzione ha una diffida di pagamento
La diffida comunica in modo formale la richiesta di adempiere e identifica la posizione a cui si riferisce. Per essere chiara dovrebbe consentire al destinatario di comprendere quale rapporto commerciale è coinvolto, quali importi vengono richiesti e a quali documenti si fa riferimento.
Nelle transazioni commerciali può essere opportuno verificare anche l’applicabilità delle disposizioni sui ritardi di pagamento, compresi interessi e costi di recupero, secondo il D.Lgs. 231/2002 e le caratteristiche del rapporto.
Prima dell’invio: verificare il credito e il rapporto
Controllare scadenza e importo
Confrontare la fattura con ordini, condizioni concordate, pagamenti ricevuti e note di credito. Se esistono più fatture, conviene predisporre un riepilogo leggibile, evitando richieste cumulative che non distinguano le singole posizioni.
Esaminare eventuali contestazioni
Una contestazione sulla qualità, quantità o tempestività della prestazione può cambiare il modo in cui impostare il confronto. È utile raccogliere la risposta del cliente e i documenti che permettono di ricostruire l’esecuzione dell’ordine.
Cosa può accadere dopo la richiesta formale
Il debitore può pagare, chiedere un confronto, proporre un piano, contestare il credito oppure non rispondere. Ogni esito richiede un passaggio successivo proporzionato: ad esempio, verificare una proposta, chiarire una contestazione documentata o valutare se avviare un’azione giudiziale.
La diffida non garantisce il pagamento. È un passaggio all’interno di una strategia più ampia, che deve tenere conto della solvibilità, del valore del credito, dei costi e della relazione commerciale.
Quando chiedere una valutazione legale
Un esame preventivo è utile se la documentazione è incompleta, il debitore contesta la prestazione, le fatture sono numerose o il ritardo sta diventando ricorrente. TMP LAW può valutare i documenti e concordare con l’impresa i passaggi più adatti alla posizione.
Riferimento normativo: D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231.
La tua impresa ha una fattura insoluta?
Indica i dati essenziali della posizione. TMP LAW potrà valutare i documenti disponibili e concordare con te le modalità di approfondimento.
Richiedi l’analisi della fatturaDomande frequenti
La diffida per una fattura non pagata garantisce il recupero?
No. La diffida formalizza la richiesta di pagamento, ma l’esito dipende dalla risposta del debitore, dalla documentazione e dalla sua situazione economica.
Quando conviene affidare la diffida a un avvocato?
Può essere utile quando occorre verificare i documenti, gestire contestazioni o valutare quali iniziative siano proporzionate alla posizione.
Gli interessi di mora si applicano a tutte le fatture tra imprese?
L’applicazione va verificata in base al tipo di rapporto, agli accordi e alla disciplina applicabile, incluso il D.Lgs. 231/2002 per le transazioni commerciali.
